Thứ Hai, 17 tháng 10, 2011

Esistono soluzioni per arginare la crisi del mercato mociclistico?

Le vendite di motocicli nei primi 7 mesi del 2011 segnano un inesorabile declino del mercato delle due ruote che, rispetto al 2010 "drogato dagli incentivi", fa registrare un immatricolato inferiore di circa il 23%. La situazione sembra ormai divenuta insostenibile per molti costruttori che si "salvano",solo grazie alle vendite degli scooter (che segna un passivo, rispetto allo scorso anno, quantificabile in un -19%).

Il periodo di crisi non sembra affatto passato e ritengo probabile che in un prossimo futuro anche la nostra stessa passione sia destinata a modificarsi sostanzialmente se qualcuno non interviene immediatamente ed in modo adeguato.

Diverse sono le ragioni che stanno letteralmente paralizzando il mercato motociclistico: assicurazioni insostenibili, benzina venduta al prezzo dell'oro, manutenzione dal costo esorbitante per mezzi costruiti con qualità scadente ed economica, viabilità al collasso e, probabilmente, anche l'incapacità di proporre il mezzo giusto per il momento di crisi che stiamo attraversando.

A questi problemi va aggiunta la cronica incapacità di tutta la classe politica italiana che, coinvolta quotidianamente da ignobili e vergognosi scandali, non è assolutamente in grado di adottare misure adeguate per fronteggiare la situazione attuale.

Diverse sono le proposte che mi sento di rivolgere alle case motociclistiche per incentivare l'acquisto dei loro prodotti.

Assicurazioni

L'assicurazione potrebbe essere compresa nell'acquisto del mezzo, magari valida per un anno ed "estendibile", con formule d'acquisto vantaggiose, ai successivi.
Il tema assicurazioni inoltre, dovrebbe essere portato all'attenzione dei (non) governanti in modo tale da bloccare l'escalation dei costi che aumentano, in modo ingiustificato, di anno in anno. Prezzi bloccati per tutti coloro che non provocano incidenti e benefit vantaggiosi per i virtuosi.

Inoltre, proporrei l' obbligo di introdurre un'unica polizza assicurativa, per più motocicli, guidati e posseduti dalla stessa persona. In questo modo si incentiverebbe lo "zoccolo duro" dei motociclisti ad acquistare una seconda moto.

Le case costruttrici potrebbero inoltre accordarsi per creare, a vantaggio di tutti, una società assicurativa sulla falsariga della "Mutuelle des Motards" francese: si tutelerebbero i motociclisti, vero patrimonio delle case, e in questo modo, con nuove formule assicurative, si potrebbe allegerire anche la pressione fiscale sulle famiglie dei nuovi aspiranti motociclisti sempre più presi da passioni meno costose.

Manutenzione
Creare "cartelli di manutenzione" che garantiscano massima trasparenza a coloro che scelgono di rivolgersi ai concessionari ufficiali. Il costo del tagliando è decisamente variabile e spesso (per non dire sempre) soggetto alla "variabile onestà" di coloro che riparano il mezzo.

E' innammissibile chiedere cifre spropositatese per mezzi che non sono riparati adeguatamente. I corsi di formazione per i meccanici dovrebbero essere a costo zero per le concessionarie (intendo spese legate alla permanenza del lavoratore fuori città) e soprattutto OBBLIGATORI, con certificati rilasciati solo dopo il superamento di test adeguati.
Un cartello sui costi da sostenere, non solo in relazione al chilometraggio, sulla falsariga di ciò che accade nel mondo automobilistico, potrebbe creare ulteriore "movimento" intorno alla concessionaria.

Saloni
Il mondo della moto, a differenza di quello automobilistico, gode di saloni "espositivi" che calamitano l'interesse del pubblico quasi tutto l'anno. Perchè non riproporre la stessa idea per le moto? Le 3-4 novità annuali che ogni casa mediamente presenta, potrebbero essere "distribuite" in due-tre saloni importanti. Una fiera di grandi dimensioni nel mese di aprile-maggio spalancherebbe ufficialmente le porte alla stagione motociclistica, che partirebbe cosi con rinnovata verve nei mesi più fruttuosi (in termini di vendite) dell'anno. La voglia di moto c'è sempre!


Pressione Fiscale


La politica, soprattutto in un periodo come quello attuale, dovrebbe sostenere concretamente le aziende, alleggerendo in modo cospicuo la pressione fiscale, che investono in ricerca e che utilizzano MANODOPERA ITALIANA. Come?
Trovando misure che aiutino a creare una sorta di concorrenza "leale": è facile ad esempio fabbricare un casco in Cina e poi rivenderlo allo stesso prezzo (inevitabilmente più caro) di uno interamente costruito in Italia. Questo tipo di atteggiamento continua a ledere gli imprenditori che investono caparbiamente le loro risorse nei prodotti realizzati nel nostro Paese.

Quello del casco è solo un esempio, ma credo che questo discorso possa essere esteso a tutto il settore motociclistico, con particolare attenzione all'abbigliamento e all'accessoristica. L'idea sarebbe quindi che la cifra corrispondente al risparmio derivante dal "made in Cina" (ma anche Indonesia, Vietnam, Singapore, Taiwan), fosse interamente equiparata a sgravi fiscali per le imprese e/o aiuti o sovvenzioni statali concessi dai governi.

Solo un sogno, per un Paese con un tasso di disoccupazione prossimo al 30%?

Le mie idee sono queste, ma sono curioso di conoscere le vostre! Proponete!

Francè

Honda RS 1000 Replica by Tajima Engineering











Foto: Speed Junkies

Video: YouTube

Minor Fact Check: Volt Charging Handle

According to Mike Davis at The Detroit Bureau, the Chevy Volt charging cord has a safety feature similar to a certain .45ACP pistol that I know and love.

"To my surprise, I found the In cord had a squeeze-handle like the safety grip on a Model 1911 A1 .45 pistol"

Sorry Mike, this isn't right.  The 1911 has a grip safety on the backstrap of the gun, where the web of your thumb rests.  The Chevy Volt has a safety lever located under the trigger finger.


Electric Delorean?

Jalopnik's Kevin McCauley was invited to test drive a Delorean DMCEV, an electric conversion applied to a Delorean chassis by the new Delorean Motor Company.  DMC hopes to build these for sale in 2013.

It will be a really cool looking car, but remember that this thing is built on a 1980's design.  It wouldn't pass modern handling or crash standards.  And chances are, it will be really expensive--because to avoid meeting the modern standards, each one of these will have to be a conversion of an existing Delorean chassis with an existing VIN.  In other words, take a rare car, and then apply expensive electronics and batteries.

I have to say, though, the Delorean is still a great looking car.

Electric DeTomaso, Pantera, anyone?

Photo #115 - quattro valvole


Foto: Flickr (Erasmiotaton)

Birmingham Ferrari

Spotted in downtown Birmingham on Sunday.

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